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Carrello abbandonato: come recuperare le vendite del tuo e-commerce

Ilaria Cazziol
27 minuti di lettura

Nell'e-commerce, una delle principali cause di ricavi persi è la rinuncia all'acquisto, il classico carrello abbandonato. Quasi 7 carrelli su 10 vengono abbandonati prima del pagamento, secondo Baymard Institute . Sul mobile si arriva addirittura all'80%, contro il 68% del desktop, secondo una ricerca Dynamic Yield . In Paesi come l'Italia, dove quasi il 46% delle transazioni e-commerce avviene su smartphone, l'opportunità di recuperare i carrelli abbandonati è ancora più grande.

Infatti queste non sono vendite perse, ma ricavi recuperabili. Un flusso per carrello abbandonato ben strutturato genera in media 3,65 $ di entrate per destinatario, il valore più alto di qualsiasi flusso e-commerce, secondo i benchmark Klaviyo basati su 143.000 flussi reali. In questa guida vedremo proprio come riuscirci.

Tra tutte le leve dell' email marketing , il recupero carrello è una delle più redditizie e una delle più semplici da automatizzare. Rientra pienamente nel dominio della marketing automation: gli stessi principi di segmentazione, tempismo e personalizzazione, applicati in un momento molto specifico del percorso di acquisto.

Cos'è il carrello abbandonato e perché succede nell'e-commerce

Si parla di carrello abbandonato quando un utente aggiunge prodotti al carrello online ma chiude la sessione prima di completare l'acquisto. Il 43% degli utenti della ricerca Baymard già citata dichiara di stare "solo guardando": un abbandono fisiologico, che non dipende dal sito.

Ma il resto ha cause specifiche e, nella maggior parte dei casi, risolvibili.

Le cause principali dell'abbandono del carrello nell'e-commerce

La classifica delle cause di abbandono del carrello in fase di pagamento è ormai stabile da anni. Sempre secondo la ricerca:

  • Costi extra inattesi (spedizione, tasse, commissioni): 39%
  • Richiesta di creare un account per completare l'ordine: 19%
  • Dubbi sulla sicurezza dei pagamenti: 19%
  • Consegna giudicata troppo lenta: 21%
  • Procedura di pagamento troppo lunga o complessa: 18%

A queste cause globali se ne aggiungono alcune tipicamente italiane.

La prima riguarda i metodi di pagamento: chi compra online in Italia si aspetta di trovare PayPal, Satispay e, sempre più spesso, le opzioni Buy Now Pay Later come Scalapay o Klarna. Il mercato italiano del BNPL ha raggiunto gli 8,06 miliardi di dollari nel 2025 e cresce del 26,2% all'anno ( dati Research and Markets ): non offrire almeno una di queste opzioni in fase di pagamento significa perdere una fetta crescente di clienti.

La seconda è che un processo non mobile-first (campi troppo stretti, CTA poco visibili, tastiere che non si visualizzano) moltiplica l'abbandono.

Infine pesano politiche di reso poco chiare e informazioni sui tempi di consegna esposte in modo tardivo, solo dopo aver aggiunto i prodotti nel carrello.

Tasso di abbandono carrello: formula e benchmark nel 2026

Il calcolo del tasso di abbandono è semplice:

(Carrelli creati − Acquisti completati) / Carrelli creati × 100

Sempre secondo Baymard, negli Stati Uniti e in Europa il volume di ricavi potenzialmente recuperabili con un processo di pagamento migliore supera i 260 miliardi di dollari: un indicatore dell'entità economica del problema, ma anche delle dimensioni dell'opportunità.

In Klaviyo puoi calcolare il tasso di abbandono direttamente a partire dagli eventi del tuo account, in tre passaggi:

  • Vai in Dati analitici → Metriche e apri l'evento Pagamento avviato o Aggiunto al carrello per il periodo e il segmento di interesse; registra il numero totale di eventi.
  • Nella stessa vista Metriche, apri l'evento Ordine effettuato per lo stesso periodo e segmento; registra il totale.
  • Calcola il numero di carrelli abbandonati (Pagamento avviato − Ordine effettuato)
  • Poi calcola il tasso di abbandono percentuale: (Carrelli abbandonati ÷ Pagamento avviato) × 100

È il primo indicatore da tenere sott'occhio: se il tuo numero è molto sopra i benchmark che vedremo, il problema probabilmente è proprio il checkout.

È il primo indicatore da tenere sott'occhio: se il tuo numero è molto sopra i livelli medi che vedremo, il problema probabilmente è proprio qui.

Strategie di recupero carrelli abbandonati: tre livelli di complessità

Esistono varie strategie di recupero carrelli abbandonati, che richiedono configurazioni, consensi e accorgimenti diversi.

Base: e-mail singola di recupero carrello abbandonato

Il livello minimo indispensabile: un'unica e-mail inviata tra 1 e 4 ore dopo l'abbandono.

L'e-mail mostra i prodotti lasciati nel carrello (immagine, nome, prezzo) e una CTA diretta che riporta al sito. In questa versione non ci sono sconti, non c'è urgenza, non c'è testo promozionale. Solo un richiamo funzionale.

Questo è anche il livello compatibile con la base giuridica del legittimo interesse secondo le indicazioni del Garante della Privacy italiano, come spiega Polimeni Legal : una singola comunicazione di puro promemoria può essere inviata senza consenso marketing esplicito, a patto che sia priva di contenuti promozionali e che l'utente abbia già inserito l'indirizzo e-mail durante il processo, prima di abbandonare la pagina.

I ritorni al carrello sono modesti ma comunque significativi: un flusso ben ottimizzato recupera fino al 20% dei carrelli abbandonati, secondo i dati Sendtric , ma con questo approccio di base la percentuale può essere inferiore.

Intermedio: sequenza di 3 e-mail automatiche per il recupero carrelli

Il secondo livello è una sequenza di tre e-mail distanziate nel tempo. Questa configurazione esce dal campo del legittimo interesse e rientra nel marketing diretto.

In Italia, questo approccio richiede il consenso esplicito dell'utente per scopi di marketing. Vedremo più in basso nel dettaglio cosa prevede e quali strategie mettere in campo per raccogliere correttamente i consensi per questo tipo di comunicazioni.

La struttura consigliata:

  • E-mail 1 (tra 1 e 4 ore dall'abbandono): messaggio di promemoria semplice. Oggetto: "Hai dimenticato qualcosa?" oppure "Il tuo carrello ti aspetta, {{first_name}}". Corpo: contenuto del carrello con immagini dinamiche, CTA diretta. Nessuno sconto.
  • E-mail 2 (a 24 ore): urgenza e riprova sociale. Oggetto: "I tuoi articoli stanno per finire" oppure "Non perdere i prodotti che hai scelto". Corpo: recensioni clienti, indicatore di disponibilità limitata, promemoria dei tempi di spedizione se il cliente ordina entro una certa ora.
  • E-mail 3 (tra 48 e 72 ore): incentivo finale. Oggetto: "Uno sconto per completare l'ordine" oppure "Spedizione gratuita fino a mezzanotte". Corpo: sconto modesto (5-10%) o spedizione gratuita. In alternativa allo sconto, metti in evidenza l'opzione Buy Now Pay Later se è disponibile sul tuo sistema di pagamento.

Avanzato: flusso multicanale e-mail e SMS per il recupero del carrello abbandonato

Il terzo livello unisce e-mail e SMS all’interno dello stesso flusso automatizzato . Il flusso si attiva quando l'utente inizia l’ordine ma non completa il pagamento entro un certo tempo.

Anche in questo caso è necessario ottenere consenso esplicito dell'utente per l'invio di SMS di marketing, o utilizzare questa strategia solo su clienti esistenti che abbiano fornito i propri dati.

Architettura tipo:

  • Ora 1, SMS o Whatsapp: messaggio breve, link al carrello. Il marketing via SMS o Whatsapp ha tassi di apertura superiori, quindi è ideale per il primo promemoria ad alta urgenza.
  • Ora 4, e-mail 1: promemoria dettagliato con immagini del prodotto, recensioni e garanzia di sicurezza.
  • Ora 24, e-mail 2: urgenza e riprova sociale.
  • Ora 48-72, e-mail 3: incentivo o Buy Now, Pay Later.

In questi flussi si possono utilizzare le suddivisioni condizionali per personalizzare il percorso:

  • Per stato del consenso: chi ha dato consenso agli SMS riceve anche l'SMS iniziale; chi ha solo consenso e-mail salta questo step.
  • Per tipo di cliente: un cliente al primo acquisto può avere bisogno di rassicurazioni (recensioni, politiche di reso), mentre un cliente abituale risponde meglio a consigli personalizzati senza sconti aggressivi.
  • Per valore del carrello: i carrelli sopra una soglia economica entrano in un percorso con incentivi anticipati; quelli sotto la soglia restano sul percorso standard.

Su piattaforme che combinano dati e automazione, come Klaviyo, questi flussi si costruiscono con un generatore visuale di flussi, senza codice.

WhatsApp e notifiche push possono aggiungersi come canali extra per il segmento VIP o per recuperi specifici. Il principio è quello omnicanale: ogni messaggio si appoggia a un canale scelto in base al contesto.

Base: e-mail singola di recupero carrello abbandonato

Il livello minimo indispensabile: un'unica e-mail inviata tra 1 e 4 ore dopo l'abbandono.

L'e-mail mostra i prodotti lasciati nel carrello (immagine, nome, prezzo) e una CTA diretta che riporta al sito. In questa versione non ci sono sconti, non c'è urgenza, non c'è testo promozionale. Solo un richiamo funzionale.

Questo è anche il livello compatibile con la base giuridica del legittimo interesse secondo le indicazioni del Garante della Privacy italiano, come spiega Polimeni Legal : una singola comunicazione di puro promemoria può essere inviata senza consenso marketing esplicito, a patto che sia priva di contenuti promozionali e che l'utente abbia già inserito l'indirizzo e-mail durante il processo, prima di abbandonare la pagina.

I ritorni al carrello sono modesti ma comunque significativi: un flusso ben ottimizzato recupera fino al 20% dei carrelli abbandonati, secondo i dati Sendtric , ma con questo approccio di base la percentuale può essere inferiore.

Intermedio: sequenza di 3 e-mail automatiche per il recupero carrelli

Il secondo livello è una sequenza di tre e-mail distanziate nel tempo. Questa configurazione esce dal campo del legittimo interesse e rientra nel marketing diretto.

In Italia, questo approccio richiede il consenso esplicito dell'utente per scopi di marketing. Vedremo più in basso nel dettaglio cosa prevede e quali strategie mettere in campo per raccogliere correttamente i consensi per questo tipo di comunicazioni.

La struttura consigliata:

  • E-mail 1 (tra 1 e 4 ore dall'abbandono): messaggio di promemoria semplice. Oggetto: "Hai dimenticato qualcosa?" oppure "Il tuo carrello ti aspetta, {{first_name}}". Corpo: contenuto del carrello con immagini dinamiche, CTA diretta. Nessuno sconto.
  • E-mail 2 (a 24 ore): urgenza e riprova sociale. Oggetto: "I tuoi articoli stanno per finire" oppure "Non perdere i prodotti che hai scelto". Corpo: recensioni clienti, indicatore di disponibilità limitata, promemoria dei tempi di spedizione se il cliente ordina entro una certa ora.
  • E-mail 3 (tra 48 e 72 ore): incentivo finale. Oggetto: "Uno sconto per completare l'ordine" oppure "Spedizione gratuita fino a mezzanotte". Corpo: sconto modesto (5-10%) o spedizione gratuita. In alternativa allo sconto, metti in evidenza l'opzione Buy Now Pay Later se è disponibile sul tuo sistema di pagamento.

Avanzato: flusso multicanale e-mail e SMS per il recupero del carrello abbandonato

Il terzo livello unisce e-mail e SMS all’interno dello stesso flusso automatizzato . Il flusso si attiva quando l'utente inizia l’ordine ma non completa il pagamento entro un certo tempo.

Anche in questo caso è necessario ottenere consenso esplicito dell'utente per l'invio di SMS di marketing, o utilizzare questa strategia solo su clienti esistenti che abbiano fornito i propri dati.

Architettura tipo:

  • Ora 1, SMS o Whatsapp: messaggio breve, link al carrello. Il marketing via SMS o Whatsapp ha tassi di apertura superiori, quindi è ideale per il primo promemoria ad alta urgenza.
  • Ora 4, e-mail 1: promemoria dettagliato con immagini del prodotto, recensioni e garanzia di sicurezza.
  • Ora 24, e-mail 2: urgenza e riprova sociale.
  • Ora 48-72, e-mail 3: incentivo o Buy Now, Pay Later.

In questi flussi si possono utilizzare le suddivisioni condizionali per personalizzare il percorso:

  • Per stato del consenso: chi ha dato consenso agli SMS riceve anche l'SMS iniziale; chi ha solo consenso e-mail salta questo step.
  • Per tipo di cliente: un cliente al primo acquisto può avere bisogno di rassicurazioni (recensioni, politiche di reso), mentre un cliente abituale risponde meglio a consigli personalizzati senza sconti aggressivi.
  • Per valore del carrello: i carrelli sopra una soglia economica entrano in un percorso con incentivi anticipati; quelli sotto la soglia restano sul percorso standard.

Su piattaforme che combinano dati e automazione, come Klaviyo, questi flussi si costruiscono con un generatore visuale di flussi, senza codice.

WhatsApp e notifiche push possono aggiungersi come canali extra per il segmento VIP o per recuperi specifici. Il principio è quello omnicanale: ogni messaggio si appoggia a un canale scelto in base al contesto.

Come scrivere e-mail di recupero carrello che convertono

La struttura del flusso fa la metà del lavoro. L'altra metà la fa il copy di ogni singola e-mail. Qui contano oggetto, anteprima, anatomia del messaggio e disciplina dei test.

Oggetto e anteprima dell’e-mail per carrello abbandonato

L'oggetto è l’elemento che il destinatario vede prima di decidere se aprire.

  • Resta sotto i 35 caratteri per evitare che il testo venga troncato sulla visualizzazione mobile.
  • Personalizza con un dato reale (nome del cliente, nome del prodotto abbandonato) invece di usare formule generiche.
  • Crea curiosità senza fare spam: evita maiuscolo diffuso, punti esclamativi multipli e parole tipicamente segnalate dai filtri come "GRATIS".

Esempi per ogni step della sequenza:

  • Promemoria: "Hai dimenticato qualcosa?", "Il tuo carrello ti aspetta, {{first_name}}", "Ancora lì, {{first_name}}?"
  • Urgenza: "I tuoi articoli stanno per finire", "Ultima occasione per il tuo ordine"
  • Incentivo: "Un regalo per completare l'ordine", "-10% sui prodotti nel tuo carrello"

L'anteprima (preview text) estende l'oggetto, non lo ripete. Se l'oggetto è "Hai dimenticato qualcosa?", l'anteprima può essere "I tuoi articoli ti aspettano. Torna al pagamento in un clic." È una seconda riga di copy che molti brand sprecano lasciandola al default del modello.

Per ottimizzare, fai A/B test di una sola variabile alla volta. Prima solo l'oggetto, poi solo la preview o la CTA, così capisci cosa ha funzionato davvero.

Modelli ed esempi di e-mail di recupero del carrello abbandonato

L'anatomia di un'e-mail di recupero del carrello efficace comprende sei elementi, nell'ordine:

  1. Saluto personalizzato con un'alternativa (ad esempio solo "Ciao") per chi non ha il nome registrato.
  2. Blocco prodotto dinamico che mostra gli articoli abbandonati con immagine, titolo, prezzo. Non serve scrivere HTML: i modelli e-mail di una piattaforma come Klaviyo forniscono lo strumento trascina-rilascia con blocchi prodotto collegati al catalogo.
  3. CTA unica e visibile: un solo pulsante, testo chiaro, "Torna al carrello" o "Completa l'ordine", senza link secondari che disperdono l'attenzione.
  4. Riprova sociale: numero di stelle dalle recensioni, numero di clienti che hanno acquistato lo stesso prodotto, icona "più acquistato".
  5. Elementi di fiducia: riassunto della politica di reso, icona di sicurezza del pagamento, tempi di spedizione.
  6. Opzione Buy Now, Pay Later in evidenza: se il sistema lo supporta, includerla nell’e-mail riduce l'attrito residuo sul prezzo.

L'errore più comune è trasformare l'e-mail in una mini-newsletter piena di informazioni. Il destinatario ha già dimostrato intenzione d'acquisto, non serve convincerlo di nuovo ma solo riportarlo al pagamento dove l’ha lasciato.

GDPR e carrello abbandonato: le regole per l'e-commerce in Italia

Il GDPR fissa i principi europei sul marketing diretto, ma per l'e-commerce italiano il perimetro pratico lo definiscono il Codice Privacy (D.Lgs. 196/2003) e l'interpretazione del Garante della Privacy. La linea tra promemoria funzionale e comunicazione di marketing è precisa, e cambia quello che puoi (e non puoi) automatizzare.

Cosa è ammesso nell’ambito del “legittimo interesse” e cosa richiede consenso esplicito al marketing (opt-in)?

Qualsiasi sequenza multipla di e-mail, qualsiasi e-mail che contenga elementi promozionali (sconti, suggerimenti di altri prodotti, countdown, urgenza), qualsiasi uso dell'occasione del carrello abbandonato per spingere vendite ulteriori necessitano di opt-in esplicito. Ad esempio, nel caso Iliad , l'invio di tre e-mail in sette giorni con contenuti promozionali è stato qualificato come attività di marketing: l'azienda non disponeva del consenso adeguato.

C'è un'eccezione importante da conoscere. L'art. 130, comma 4 del Codice Privacy (D.Lgs. 196/2003) prevede la cosiddetta clausola soft-spam: il marketing diretto senza consenso esplicito è ammesso solo verso clienti che hanno già completato un acquisto, ricevuto adeguata informativa e non si sono opposti, e solo per prodotti analoghi a quelli acquistati.

L'eccezione copre quindi una fascia ristretta di carrelli abbandonati: quelli di utenti già clienti, iscritti e informati, che abbandonano un prodotto in categoria analoga ai loro acquisti passati.

Per l'Italia è consigliabile il doppio opt-in (l'utente conferma l'iscrizione via link e-mail): rende il consenso dimostrabile in caso di controllo del Garante. Includi sempre un link di disiscrizione funzionante in ogni messaggio: è un obbligo normativo e aiuta a superare i filtri anti-spam.

A confirmation message in Italian centered on a white background with a thin grey border. At the top is the ALESSI logo in red bold text. Below the logo, a large heading reads "Iscrizione avvenuta" (Registration successful). The body text thanks the user for confirming their email address and mentions they can update their preferences using the link below. At the bottom, a blue hyperlink reads "Rivedi le tue preferenze" (Review your preferences).

Come ottenere il consenso al marketing prima dell'abbandono del carrello

Raccogliere il consenso alle comunicazioni di marketing prima dell'abbandono passa dai moduli d'iscrizione del sito, ma non è affatto scontato. Chi lascia il carrello, nella maggior parte dei casi, non è ancora iscritto alla newsletter e non ha mai spuntato una casella di consenso marketing: restare fermi al legittimo interesse per tutti questi utenti significa rinunciare a monte alla sequenza di tre e-mail.

Ecco alcune leve efficaci per raccogliere l'opt-in prima dell’abbandono del sito:

  • Pop-up di iscrizione con incentivo chiaro (sconto sul primo ordine, accesso anticipato a una collezione, guida scaricabile), attivato all’arrivo sul sito o dopo qualche secondo di permanenza. La casella del consenso al marketing va tenuta separata dall'iscrizione funzionale, non pre-spuntata e collegata a un'informativa privacy.
  • Casella di spunta per ricevere comunicazioni, allo step in cui l'utente digita l'e-mail. L'iscrizione al marketing deve essere una scelta opzionale a parte, mai una condizione per concludere l'ordine.
  • Un avviso pre-uscita dedicato a chi sta per lasciare il sito senza acquistare: "Salva il carrello e ricevi un promemoria/uno sconto" funziona bene, così come un incentivo in cambio dell'iscrizione.
  • Modulo sempre visibile nel footer o nelle pagine prodotto, con uno scambio di valore dichiarato (per esempio "Ricevi il -10% sul primo ordine").

Finché non hai almeno due di queste leve attive, fermati al livello base: un'unica e-mail di promemoria funzionale, come descritto sopra.

Questa non è una consulenza legale: le regole cambiano e vanno sempre verificate con un consulente qualificato, soprattutto se il tuo e-commerce opera in più Paesi europei. La combinazione di consenso forte e flusso ben strutturato, comunque, è l'unica configurazione che funziona davvero.

Esempi di recupero automatico dei carrelli da brand italiani

An abandoned cart email in Italian on a white background with a thin grey border. At the top, bold black text asks, "HAI DIMENTICATO QUALCOSA?" (Did you forget something?), followed by a subheader stating that the jewelry the user was looking at might not be there for long. Below the text is an image of a single gold earring with a peach-colored, teardrop-shaped crystal. To the right of the earring, the product is identified as "Orecchino a cerchio singolo Lily pesca" with a price of 35.00.
  • Ad Hoc Atelier , marketplace di slow fashion made in Italy, attribuisce a Klaviyo il 23% dei ricavi totali, all'interno di una crescita su base annuale del 45%, nel case study dedicato . Il brand usa in modo estensivo i flussi post-vendita con blocchi prodotto dinamici per consigli personalizzati: la stessa meccanica dei blocchi dinamici che alimentano le e-mail di recupero carrello. La stessa infrastruttura dati serve sia il post-vendita sia il pre-acquisto abbandonato, così l'efficienza è molto alta.
  • MC2 Saint Barth , brand italiano di moda beachwear made in Italy, ha costruito il proprio flusso di carrello abbandonato con suddivisioni condizionali sul valore del carrello, per esempio spedizione gratuita sugli ordini più alti, come parte di una strategia di marketing automation che ha portato a un ROI pari a 189x e al 59% dei ricavi totali generati dai flussi automatici, come indicato in questo case study . L'esempio mostra bene come le suddivisioni condizionali del livello avanzato, applicate a un unico flusso, permettano di trattare ogni carrello in modo differenziato senza moltiplicare le sequenze.
  • Restando nella moda italiana, Fiorucci mostra lo stesso principio applicato un passo più a monte. L'abbandono della navigazione, il flusso che si attiva quando un utente visualizza un prodotto senza aggiungerlo al carrello: con un' e-mail, Fiorucci chiede al visitatore se sta ancora decidendo e propone uno sconto sul primo acquisto. Abbandono della navigazione e carrello abbandonato vivono nello stesso ambiente, si costruiscono con le stesse logiche di tempismo e personalizzazione e spesso si attivano in modo alternato, così da coprire l'intera fascia di visitatori che non arrivano a conversione.
A promotional email from the brand FIORUCCI on a white background. At the top, a navigation menu includes links for WOMEN, MEN, and ACCESSORIES. The central image is a stylized photograph of legs wearing bright red tights and puffy red thong-style sandals, posed against a split background of yellow and purple. Below the image, bold black text asks, "STILL DECIDING?", followed by a message offering a 10% discount on the first order using the code ONTHELIST. A dark, rounded button at the bottom reads "SHOP NEW ARRIVALS".

In tutti i casi, il valore di un flusso di carrello abbandonato dipende dalla qualità del dato a monte, ovvero segmenti sempre aggiornati, profili arricchiti, catalogo prodotti collegato, consenso raccolto in modo strutturato.

KPI e metriche per misurare il recupero dei carrelli abbandonati

Le metriche da tenere sotto controllo sono sei. I benchmark qui sotto sono il riferimento Klaviyo per i flussi di carrello abbandonato, utili come metro di paragone per qualsiasi e-commerce.

  • Tasso di abbandono del carrello (generale, per dispositivo, per fonte di traffico). Il benchmark a livello globale è 70%, come indicato da Baymard; monitoralo separatamente per mobile e desktop perché la differenza è rilevante.
  • Tasso di apertura delle e-mail del flusso. Media Klaviyo per il flusso di carrello abbandonato: 50,5%. Top 10%: 65,34%.
  • Percentuale di clic (CTR). Media Klaviyo: 6,25%. Top 10%: 13,33%.
  • Tasso di conversione (ordini effettuati). Media Klaviyo: 3,33%. Top 10%: 7,69%.
  • Entrate per destinatario (RPR). Media Klaviyo: 3,65 $
  • Tasso di recupero carrello. Un programma maturo può arrivare al 10-20% di carrelli recuperati, con picchi fino al 20% nei casi migliori (come indicato nel report Sendtric ).

Come interpretare i dati:

  • Tasso di apertura alto e tasso di conversione basso: il problema è nel corpo dell'e-mail o nel checkout, non nella deliverability.
  • Tasso di apertura basso: il problema è nell'oggetto o nella reputazione del mittente.
  • CTR alto e conversione bassa: il link funziona, ma il checkout o la pagina carrello perdono i clienti dopo il clic.

La reportistica di una piattaforma centralizzata ti permette di leggere queste metriche per flusso, per singolo messaggio e per segmento cliente . Confronta sempre il tasso di conversione per tipo di cliente (primo acquisto vs. abituale) e per valore del carrello: spesso le medie nascondono performance molto diverse.

Come recuperare i carrelli abbandonati in 3 passi

Il recupero del carrello abbandonato è una delle leve di marketing con ROI più alto in un e-commerce, ma non è qualcosa da improvvisare con un modello generico. In Italia, in particolare, la combinazione di mobile dominante, crescita BNPL e regole del Garante della Privacy rende necessaria una strategia pensata per il mercato locale, non il semplice copia-incolla di un flusso internazionale.

Ecco le prime tre azioni concrete che puoi fare:

  1. Misura il tuo tasso di abbandono carrello reale, per dispositivo e per fonte di traffico dal tuo pannello di controllo. Questo ti dice se il tuo problema principale è prima o dopo il clic "acquista".
  2. Attiva almeno un'e-mail di promemoria entro 1-4 ore dall'abbandono, anche senza sconti e senza sequenza multipla. È il livello minimo compatibile con il legittimo interesse e recupera i primi carrelli fin da subito.
  3. Raccogli consenso esplicito al marketing tramite moduli d'iscrizione nel sito, così da poter attivare in un secondo momento la sequenza di tre e-mail e il flusso multicanale con SMS.

Se vuoi costruire tutto l'ecosistema (consensi, segmenti, flusso di carrello abbandonato, automazione del marketing omnicanale) all’interno di un unico ambiente integrato con il tuo negozio, parti da un CRM B2C nativo per l'e-commerce come Klaviyo. Con le integrazioni Shopify e altre principali piattaforme di commercio, dati di carrello, ordini e profili si sincronizzano in tempo reale.

Domande frequenti

Qual è il tasso medio di abbandono del carrello nell'e-commerce

Il tasso medio globale di abbandono del carrello è del 70%, secondo l'analisi di Baymard Institute su 50 studi indipendenti. Sui dispositivi mobili il dato sale fino all'80%, contro il 68% del desktop secondo una ricerca Dynamic Yield. In Italia, dove circa il 46% delle transazioni e-commerce avviene su smartphone, stando al Netcomm Forum 2025, ottimizzare il checkout mobile è particolarmente importante.

Quante email di recupero carrello abbandonato si possono inviare

Dal punto di vista della strategia, una sequenza di tre e-mail (promemoria a 1-4 ore, urgenza a 24 ore, incentivo a 48-72 ore) funziona al meglio. In Italia, però, il Garante della Privacy ha stabilito che le sequenze multi-e-mail richiedono consenso al marketing esplicito. Un singolo messaggio non promozionale può rientrare nel legittimo interesse, ma una sequenza con sconti e urgenza è a tutti gli effetti marketing diretto e richiede opt-in.

È necessario offrire uno sconto per recuperare un carrello abbandonato

Non necessariamente, e offrire sconti troppo presto rischia di portare i clienti ad abbandonare il carrello di proposito per ottenerli. L'approccio consigliato è partire con un messaggio senza incentivo nella prima e-mail, e introdurre uno sconto modesto (5-10% o spedizione gratuita) solo nella terza e-mail della sequenza. Un'alternativa allo sconto è valorizzare le opzioni Buy Now Pay Later come Scalapay o Klarna, che affrontano il problema del prezzo senza erodere il margine. In molti casi un richiamo ben scritto con prove sociali e tempi di spedizione chiari recupera quanto uno sconto, senza influire sul margine.

Come si integra il recupero del carrello abbandonato con SMS e altri canali

Il recupero multicanale combina e-mail, SMS, WhatsApp nello stesso flusso automatico. L'SMS o Whatsapp funziona bene come primo promemoria (entro un'ora dall'abbandono) grazie ai tassi di apertura molto alti, mentre l'e-mail segue con contenuti più ricchi (immagini prodotto, recensioni, garanzia di sicurezza). Nel flusso si usano suddivisioni condizionali: il sistema controlla se il cliente ha dato consenso SMS e, in caso affermativo, invia l'SMS; a tutti gli altri manda solo l'e-mail. Serve raccogliere il consenso SMS insieme a quello e-mail nei moduli di iscrizione.

Ilaria Cazziol
Ilaria Cazziol

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