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La guida completa al marketing per app mobile per marketer B2C

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Strategia efficace di marketing per app mobile

Generato da Klaviyo AI

La pagina spiega come progettare una strategia di marketing per app mobile B2C che combini notifiche push, messaggistica in-app e altri canali mobile. Descrive vantaggi, casi d'uso e best practice per aumentare la fidelizzazione, il coinvolgimento e il valore del ciclo di vita del cliente all'interno di una strategia omnicanale.

  • Importanza del mobile: Viene illustrato come la crescita degli acquisti da mobile e l'attenzione limitata dei consumatori rendano il marketing per app un pilastro della strategia omnicanale.
  • Messaggi in-app: Vengono spiegati i vantaggi della messaggistica in-app per informare, promuovere, raccogliere feedback e mostrare il valore delle notifiche push senza richiedere il consenso.
  • Uso delle notifiche push: Viene descritto quando e come usare le notifiche push, sia nei flussi automatizzati basati sul comportamento sia nelle campagne una tantum, per aumentare fidelizzazione ed entrate.
  • Klaviyo Mobile Push: Viene presentato Klaviyo Mobile Push come soluzione che unifica e-mail, SMS e notifiche push, permettendo di sfruttare dati in tempo reale per segmentare e automatizzare i percorsi del cliente.
  • Best practice principali: Vengono fornite indicazioni su come richiedere il consenso, stabilire dei limiti e offrire valore in ogni messaggio per evitare che le notifiche risultino invadenti.

Scopri come le notifiche push e la messaggistica in-app mantengono i clienti coinvolti e pronti ad acquistare.

Marketing per app mobile nel 2026

Poiché lo shopping da dispositivi mobili rappresenta quasi la metà di tutte le vendite online, i brand puntano sempre di più sulle notifiche push e sulla messaggistica in-app per aumentare la fidelizzazione e il valore del ciclo di vita del cliente.

La chiave del successo sta nell'usare i dati per personalizzare le esperienze, integrare le attività mobile in una strategia omnicanale più ampia e assicurarsi che le notifiche siano tempestive, utili e non invasive, trasformando le app mobile in spazi di connessione, non di interruzione.

Immagina di poter costruire un rapporto con i tuoi potenziali clienti e con chi già acquista da te proprio nel luogo in cui si ritrovano ogni giorno per stare in contatto con le persone a cui tengono di più.

Più sei presente in quello spazio, più riesci a creare connessioni personali ed emotive con le persone che vuoi raggiungere e conquistare.

Col tempo, «cominciano a vedere il tuo brand come qualcosa che aggiunge valore alla loro vita, invece che come un brand ossessionato solo dalle vendite», spiega Mollie Woolnough-Rai, Senior Marketing Manager di Penny Black. Col tempo, quello che fai e dici in quello spazio privilegiato «conquista la loro fiducia, fidelizzandoli al tuo brand anche quando sul mercato esistono alternative».

Lo spazio privilegiato di cui parliamo è, ovviamente, il telefono dei consumatori: entrarci è relativamente semplice. Continuare a meritare quel posto nel tempo è tutt'altra storia.

Diciamocelo chiaramente: le alternative sul mercato ci sono sempre. In un clima di incertezza economica, i consumatori continuano a spendere, ma valutano con maggiore attenzione a chi destinare il proprio denaro. La scelta è tra te e la concorrenza.

Il mobile app marketing è uno degli strumenti che puoi usare per fare in modo che la scelta ricada su di te.

Oggi, più del 60% degli adulti americani considera lo shopping da mobile una comodità irrinunciabile. Da gennaio a luglio 2024, sono stati spesi tramite dispositivi mobili oltre 280 miliardi di dollari: un record assoluto che rappresenta quasi la metà di tutte le vendite online.

In un momento in cui l'attenzione dei consumatori è ai minimi storici e la pubblicità a pagamento è sempre più costosa e meno efficace, il mobile app marketing è un pilastro fondamentale di una strategia di marketing omnicanale che comprende anche canali di proprietà come e-mail e SMS. È un modo unico per ottimizzare l'esperienza di acquisto sui dispositivi mobili, aumentare il customer engagement in-app e la fidelizzazione dei clienti più affezionati, e trasformare transazioni una tantum in relazioni durature.

Ma perché puntare proprio sul mobile app marketing? Quali sono i pro e i contro? Come funziona e come puoi servirtene per il tuo brand?

Cos'è il mobile marketing?

Il mobile marketing ottimizza le esperienze di acquisto su web, social e altri canali per i dispositivi mobili. In senso lato, è «qualsiasi tipo di marketing che avviene su un dispositivo mobile», spiega Mark Piana, Senior Product Manager di Klaviyo.

Può includere:

  • Design e marketing via e-mail ottimizzati per dispositivi mobili
  • Web design ottimizzato per dispositivi mobili
  • Navigazione del sito ottimizzata per dispositivi mobili
  • Landing page ottimizzate per dispositivi mobili
  • Content marketing ottimizzato per dispositivi mobili
  • Social media marketing su Instagram, TikTok, LinkedIn, ecc.
  • Influencer marketing
  • Contenuti generati dagli utenti (UGC)
  • Marketing basato sulla geolocalizzazione
  • SEO orientata al mobile
  • Codici QR
  • Voice marketing
  • Marketing via SMS/MMS
  • Mobile app marketing

Alex Klein, VP of Consumer Engagement di 85SIXTY, dice che il vantaggio principale di adottare una strategia di mobile marketing sono le «entrate incrementali facili da ottenere». Secondo Brandon Matis, titolare di LUXOR, il punto è «farsi trovare sui canali frequentati dai clienti».

«Gli utenti fanno acquisti sempre più spesso dal telefono», concorda Gracie Cooper, Digital Marketing Strategist di Groove Commerce. «Se non ottimizzi il sito, le e-mail e i moduli per i dispositivi mobili, perdi un sacco di opportunità».

Sara Kappler, fondatrice e CEO di Centric Squared, sostiene che il vantaggio più grande del mobile marketing sia la possibilità di raggiungere nuovi segmenti di pubblico. «Le caselle di posta sono intasate», fa notare. «La gente ormai convive tranquillamente con migliaia di e-mail non lette».

Al contrario, le persone controllano il telefono molto più di frequente, e questo «può aumentare il coinvolgimento degli utenti», sottolinea Kappler.

«Se ci pensi, quando le persone hanno tempo e voglia di fare shopping, molto probabilmente usano il telefono», spiega Oscar Guerrero, CEO di WeClick Group. «Quindi le raggiungi nel momento in cui sono più propense a effettuare una conversione».

I vantaggi della messaggistica in-app

Prima di parlare delle notifiche push, facciamo i conti con una realtà scomoda: non tutti gli utenti che usano uno smartphone desiderano riceverle ma alcuni di essi potrebbero essere disposti a scaricare la tua app. In quel caso, la messaggistica in-app diventa il tuo migliore alleato.

Coinvolgere gli utenti mentre usano la tua app è un modo efficace per rafforzare il rapporto con loro. Hanno già deciso di scaricarla e di aprirla: è il momento giusto per instaurare un dialogo.

A differenza delle notifiche push di un'app, la messaggistica in-app non richiede che gli utenti diano il consenso, quindi è un ottimo strumento per comunicare informazioni più dettagliate e contestuali, come:

  • Mettere in evidenza promozioni, saldi e sconti. Vedere un'offerta direttamente nell'app rafforza l'idea che valga la pena aprirla.
  • Accompagnare i nuovi utenti nei primi passi e illustrare le funzionalità dell'app. Chi è motivato impara più facilmente, e un utente che ha scelto di aprire la tua app è pronto a scoprire come sfruttarne al meglio le potenzialità.
  • Mostrare il valore delle notifiche push dell'app. Chi ha scaricato l'app potrebbe non essere ancora pronto ad attivare le notifiche push, ma questo non significa che non lo farà mai. Sfrutta questo spazio per mostrargli quali vantaggi lo aspettano.
  • Raccogliere feedback degli utenti sulle esperienze recenti. Quando hai l'attenzione del tuo pubblico nell'app, invitalo a lasciare un feedback. Anche una sola domanda può darti informazioni preziose.

La messaggistica in-app potrebbe non avere gli stessi risultati delle notifiche push, ma può comunque generare acquisti, aumentare il customer engagement nell'app e ridurre il churn (tasso di abbandono).

Quando usare le notifiche push

I numeri parlano chiaro: una singola notifica push nella prima settimana dall'installazione dell'app può aumentare la fidelizzazione del 71% dopo 2 mesi, e le notifiche push possono incrementare i tassi di fidelizzazione complessivi da 3 a 10 volte.

Secondo Piana, «se riesci a mantenere gli utenti coinvolti e a farli continuare a usare la tua app, la tua azienda otterrà molto più valore. Sfruttare le notifiche push per incentivare il ritorno degli utenti si traduce, nel lungo periodo, in un aumento delle entrate».

Come usare le notifiche push per aumentare la fidelizzazione e il valore del ciclo di vita del cliente

Puoi usare le notifiche push per offrire incentivi legati all'utilizzo dell'app, celebrare traguardi raggiunti nell'app, mettere in evidenza contenuti generati dagli utenti, aumentare le conversioni promuovendo offerte speciali o nuovi prodotti, o ricordare agli utenti la scadenza di un abbonamento.

«Sono tutte cose che incentivano le persone a tornare e continuare a usare l'app», spiega Piana.

A seconda dei tuoi obiettivi, ci sono due modi principali per usare le notifiche push e mantenere attivi gli utenti della tua app mobile: integrare nei flussi automatizzati oppure inviarle come campagne una tantum.

Usare le notifiche push all'interno dei flussi automatizzati

Secondo Liz Emery, VP of Mobile and Ad Tech Solutions della società di performance marketing indipendente Tinuiti, il push è «un canale decisamente efficace all'interno di un flusso».

Il team di Tinuiti automatizza le notifiche push per i propri clienti in combinazione con e-mail e SMS, con messaggi inviati in base al comportamento degli utenti. Le notifiche push automatizzate possono includere:

  • Offerte di benvenuto personalizzate
  • Messaggi per carrello abbandonato
  • Messaggi per navigazione abbandonata
  • Conferme d'ordine
  • Aggiornamenti sulla consegna

Poiché le comunicazioni automatizzate si basano sul comportamento degli utenti, Emery ritiene che automatizzare le notifiche push sia uno dei modi migliori per garantire che siano utili e, soprattutto, che non infastidiscano gli utenti (ne parleremo tra poco).

«Si crede erroneamente che le persone non vogliano contenuti personalizzati», fa notare Emery. «Invece li vogliono, ma in modo strategico, non ricevendo 7 notifiche push dalla stessa azienda nello stesso giorno».

Usare le notifiche push per campagne una tantum

Le notifiche push si prestano anche a campagne una tantum, come:

  • Annunci di nuovi prodotti
  • Offerte a tempo limitato
  • Promemoria su programmi fedeltà, premi e iniziative simili
  • Saldi esclusivi per l'app mobile riservati ai clienti VIP

Sakara, azienda specializzata in nutrizione e benessere a base vegetale, invia notifiche push settimanali ai propri iscritti attivi al programma pasti, «alcuni dei nostri clienti più coinvolti», racconta Nicolette Bresnahan, Senior Manager of Lifecycle Communications and E-mail Marketing. «Scaricare l'app permette di ottenere il massimo dal proprio abbonamento, perché gestirlo tramite app è molto più semplice che farlo dal sito mobile».

Che si tratti di un promemoria per la scadenza di un abbonamento o di un annuncio su un nuovo programma, queste notifiche push «sono generalmente orientate alla vendita, ma vengono presentate come un valore aggiunto per i nostri clienti», spiega Bresnahan.

Klaviyo Mobile Push: ora disponibile anche per Android

Ma come funziona tutto questo in pratica? Una piattaforma di automazione marketing come Klaviyo ti permette di gestire le notifiche push della tua app mobile insieme alle campagne e-mail e SMS, tutto in un unico posto.

Klaviyo Mobile Push, pensato per le aziende B2C che dispongono di un'app mobile, permette ai marketer di coinvolgere gli utenti dell'app tramite notifiche push personalizzate, pertinenti e tempestive, consegnate direttamente sulla schermata home del dispositivo mobile dell'utente.

Disponibile in precedenza solo per le applicazioni iOS, Klaviyo Mobile Push arriva ora anche su Android.

Che differenze ci sono tra Klaviyo Mobile Push e altre soluzioni per l'invio di notifiche push da app sul mercato? Ecco 2 elementi chiave:

1. Klaviyo unifica e-mail, SMS e notifiche push in un unico posto

Gestire tutti e 3 i canali da un'unica piattaforma è una soluzione che piace a molti brand e-commerce. Uno dei motivi principali per cui Sakara ha trasferito il proprio programma SMS su Klaviyo, per esempio, «era proprio quello di avere tutti e tre i canali sotto lo stesso tetto», racconta Bresnahan.

Sakara non è un caso isolato. Leah Lloyd, Group Director of Lifecycle Marketing di Tinuiti, osserva che negli ultimi anni sempre più clienti cercano soluzioni in grado di fare più di una cosa, e di farla bene.

«Soprattutto alla luce della situazione economica attuale», dice Lloyd, «è naturale che i clienti cerchino di consolidare la propria spesa in un minor numero di fornitori, così da ottenere maggiori risparmi ed efficienza attraverso un'unica piattaforma».

L'altra sfida che spinge sempre più clienti a cercare un unico fornitore, aggiunge Lloyd, «è la necessità di orchestrare i messaggi e comprendere l'evoluzione del percorso del cliente».

«La gente vuole accedere a un'unica interfaccia e avere una visione completa del percorso del consumatore», concorda Emery. «Uno dei problemi più grandi che riscontriamo è che i clienti non sanno quante volte stanno contattando la stessa persona. Non capiscono il percorso del cliente, ed è lì che le cose si complicano».

Secondo Emery, quindi, la parola d'ordine è «consolidamento»: con l'arrivo di funzionalità aggiuntive come i rich content e il deep link su Klaviyo Mobile Push, Klaviyo è la soluzione ideale per i brand che vogliono gestire e-mail, SMS e notifiche push in un unico posto.

2. L'approccio di Klaviyo ai dati dei clienti offre una visione completa dei consumatori

Questo è un punto cruciale: aggiungendo Klaviyo Mobile Push a Klaviyo Email e SMS, i brand possono ottenere una visione a 360° dei propri clienti grazie alla combinazione del comportamento sul web e sui dispositivi mobili e dei dati transazionali in un'unica piattaforma.

Klaviyo utilizza dati in tempo reale e lo storico di ogni utente su tutti e 3 i canali per inviare comunicazioni rilevanti alla persona giusta nel momento giusto. Grazie a questi dati, i marketer possono:

  • creare segmenti personalizzati e raggiungere ciascuno con contenuti su misura tramite e-mail, SMS e canali mobili;
  • automatizzare le comunicazioni con percorsi del cliente che combinano tutti e 3 i canali per creare un'esperienza coerente e unificata.

A seconda di come è costruita la tua app mobile, ecco un esempio di segmento che potresti creare in Klaviyo combinando dati dalla tua app, dal sito web, da e-mail, SMS e notifiche push:

  • Ha visualizzato un prodotto specifico sul sito o sull'app mobile
  • Non ha aperto un'e-mail o un SMS di recente
  • Ha attivato le notifiche push

Klaviyo Mobile Push è ora disponibile in open beta per tutti i clienti, sia con piani gratuiti che a pagamento. Continua a seguirci per scoprire i prossimi aggiornamenti mentre continuiamo a sviluppare la nostra soluzione per l'invio di notifiche push.

3 cose da fare e da evitare nel mobile app marketing (spoiler: il segreto sta nel rispettare i limiti)

Le notifiche push da app sono uno degli strumenti principali con cui i brand di e-commerce con app mobile affrontano alcune delle sfide tipiche del mobile app marketing.

Ma come per qualsiasi canale di marketing, le notifiche push non portano risultati automaticamente. Per avere successo bisogna utilizzarle in modo consapevole e intenzionale per comunicare con gli utenti della propria app mobile.

Ecco 3 procedure consigliate per il mobile app marketing da tenere a mente durante la definizione del tuo programma di notifiche push:

1. Usa i prompt di opt-in con intelligenza

Il principale ostacolo al successo del mobile app marketing è anche il più semplice: se un utente non dà il consenso a ricevere le notifiche push, non puoi inviargliele.

«È il punto in cui molti perdono utenti», fa notare Piana. «La maggior parte di noi ha visto quel prompt che chiede 'Vuoi attivare le notifiche?'. È l'unica occasione che hai per chiedere alle persone di attivarle. Potrebbero sempre tornare nelle impostazioni del dispositivo e attivarle in seguito, ma se le perdi nelle prime fasi del processo, è molto difficile riconquistarle».

Un modo per recuperare gli utenti dell'app che hanno disattivato le notifiche è puntare sugli altri canali. «Puoi sempre inviare un'e-mail o un SMS per incoraggiarli ad attivare le notifiche», dice Piana.

Tuttavia, è possibile che la strategia più efficace sia rivedere il proprio approccio al prompt «Vuoi attivare le notifiche push?».

Prima di tutto, prova a fornire qualche informazione in più prima di chiedere il consenso. «Una procedura consigliata consiste nel preparare l'utente all'attivazione delle notifiche dicendogli: 'Ehi, dovresti attivare le notifiche: ti spiego perché e anche che tipo di notifiche ti invieremo. Ora che ti ho detto tutto questo, vuoi attivarle?'», spiega Piana.

Questa strategia punta a «spiegare perché ne vale la pena, invece di chiedere subito senza contesto», sottolinea Piana.

In secondo luogo, ripensa alla tempistica del prompt. «Il proprietario dell'app può scegliere quando farlo apparire», fa notare Piana. «Bisogna inviarlo nel momento in cui ha più senso per l'utente».

Pensa a un consumatore che cerca voli su un'app di viaggi. «Magari meglio evitare di chiedere se vuole attivare le notifiche subito dopo aver scaricato l'app. Piuttosto, aspetta che faccia la sua prima ricerca di voli e, se non acquista subito, gli dici: 'Ehi, vuoi attivare le notifiche? Così possiamo avvisarti se il prezzo scende'», spiega Piana.

«È un momento molto più opportuno rispetto a subito dopo il download dell'app», aggiunge Piana. «In questo modo, le notifiche push dell'app offrono un valore chiaro e concreto».

2. Da evitare: essere invadente

Ben Zettler, fondatore di Ben Zettler Digital, ha un avvertimento per i marketer: «Sia il momento in cui i messaggi vengono inviati sia la loro sequenza devono trovare il giusto equilibrio tra l'obiettivo di promuovere una vendita e la necessità di non infastidire il cliente.»

In termini di efficacia, le notifiche push sono simili agli SMS: «nuovi lanci di prodotti, articoli nuovamente disponibili e accesso esclusivo a qualcosa, inviati a clienti ben coinvolti, dovrebbero funzionare molto bene», spiega Zettler.

In altre parole: mantieni il senso di urgenza e di rilevanza e il valore.

Il team di Tinuiti è «molto selettivo» nel decidere perché e quando inviare le notifiche push. «Se non vengono gestite correttamente, chi le riceve può disattivarle in pochi secondi» fa notare Emery. «Una delle caratteristiche principali delle notifiche push è che creano un senso di urgenza immediata, quindi sono un canale più invasivo».

Qualunque messaggio si voglia inviare, «dobbiamo assicurarci che sia importante e che abbia una scadenza temporale», spiega Emery. «Questo è il punto fondamentale, al di là della personalizzazione del messaggio per canale in base ai tuoi obiettivi, al tuo pubblico target e ai tuoi prodotti: essere molto consapevoli di quante notifiche push si inviano, che sia su base giornaliera, settimanale o mensile».

3. Da evitare: usare le notifiche push esattamente come usi gli SMS

Anche se SMS e notifiche push hanno molti punti in comune, gli esperti concordano sul fatto che non si debbano usare i due canali nello stesso identico modo.

«Li considererei come due canali destinati a gruppi di pubblico diversi», dice Emery. «Se vuoi inviare comunicazioni mirate basate sulle azioni o sui comportamenti dell'utente nell'app, le notifiche push sono una scelta molto efficace. Per una comunicazione orizzontale più ampia, meglio puntare sugli SMS».

Naturalmente, le modalità concrete varieranno da brand a brand. La base di iscritti agli SMS di Sakara, per esempio, è in parte un pubblico diverso rispetto agli utenti dell'app mobile, fa notare Bresnahan.

Per questo motivo, «gli SMS sono un canale più orientato alle vendite grazie ai messaggi promozionali, mentre le notifiche push si adattano alla mentalità del cliente con promemoria utili», spiega. «Di conseguenza, con le notifiche push abbiamo puntato principalmente sugli iscritti attivi al programma pasti, ricordando loro, ad esempio, di modificare il programma per la settimana successiva prima della scadenza dell'ordine».

Se il team di Sakara dovesse esplorare l'uso delle notifiche push per le promozioni, «lo farebbe con una frequenza molto inferiore» rispetto agli SMS, aggiunge Bresnahan.

Come monitorare le attività di mobile app marketing: i KPI da tenere d'occhio

Misurare il successo del tuo programma di mobile app marketing «è un po' diverso da quello che faremmo per e-mail e SMS», dice Piana.

Il totale dei download dell'app è una metrica importante da tenere sotto controllo, così come i nuovi utenti e gli utenti attivi giornalieri, settimanali e mensili: «in sostanza, quante persone accedono all'app in un determinato periodo», spiega Piana.

Allo stesso modo, le sessioni per utente e la durata media delle sessioni per utente sono entrambi indicatori importanti per capire il comportamento dei singoli clienti, dice Piana: «Accedono più volte o si connettono una sola volta?».

Per le notifiche push, il team di Tinuiti presta particolare attenzione al tasso di conversione, dice Lloyd.

Sakara è ancora nella «fase di test e apprendimento», racconta Bresnahan, ma il team monitora attentamente i tassi di apertura, oltre alle entrate attribuite alle notifiche push (come per e-mail e SMS, è possibile tracciare questo KPI dell'app mobile in una piattaforma come Klaviyo).

Ma se ti interessa principalmente il customer engagement con l'app e la fidelizzazione, metriche come la durata dell'utilizzo dell'app dopo il primo download potrebbero avere più peso: «In sostanza, il ciclo di vita di ogni utente all'interno dell'app», dice Piana.

Fornisce questo esempio: «Se qualcuno scarica l'app e la usa continuamente, come cambia il suo valore del ciclo di vita rispetto a un iscritto che non lo fa?».

A tal proposito, Emery presta molta attenzione anche ai tassi di opt-in e opt-out per le notifiche push. Questo dato è un po' insidioso, avverte: «Potrebbe essere un effetto collaterale, perché potrebbe esserci un'altra app attiva nello stesso momento che invia molte notifiche push e spinge un utente a disattivare anche le tue».

Ma se gli utenti disattivano le tue notifiche push con una certa costanza, potrebbe essere il segnale che è necessario rivedere la strategia o la frequenza delle notifiche push dell'app. Monitorare i numeri serve proprio a capire se è necessario ricalibrare i propri sforzi per migliorare le prestazioni in futuro.

«Tutto torna a quella mappa del percorso del cliente», spiega Emery. «Se capisci che qualcuno è arrivato da questa notifica push, poi ha aperto la pagina di iscrizione di questa app e dopo l'iscrizione ha fatto X, Y e Z, quelli sono i trigger point. Comprendere il percorso del cliente darà forma ai trigger point per le notifiche push».

Il ruolo del mobile app marketing in una strategia omnicanale

Come e-mail e SMS, le notifiche push sono un altro strumento della tua strategia di comunicazione marketing su cui hai il pieno controllo.

Sempre come e-mail e SMS, le notifiche push della tua app mobile funzionano meglio quando sono integrate in una strategia di marketing omnicanale completa. «Bisogna sempre pensare a come combinare tutti i diversi canali per offrire la migliore esperienza possibile», sottolinea Piana.

In un momento in cui il consumatore medio acquista dopo 6 interazioni invece di 2 e gli acquirenti omnicanale spendono in media dal 18 al 36% in più rispetto agli acquirenti su un solo canale, una strategia di messaggistica mobile isolata non basta.

I marketer devono invece conoscere i propri clienti e usare i dati per inviare messaggi personalizzati al momento giusto, attraverso il canale giusto, ovvero quello preferito dal cliente. Integrate in un programma di marketing omnicanale più ampio, le notifiche push sono uno dei tanti modi per coinvolgere gli acquirenti in modo olistico, lungo tutto il percorso del cliente, senza duplicare gli sforzi.

«Le persone trascorrono le loro giornate davanti a uno schermo», osserva Simo Magazzù, Head of Marketing Automation di Loop. «Al mattino guardano il telefono, poi iniziano a lavorare sul laptop, poi tornano al telefono, poi a casa guardano il tablet, la TV, ecc.».

«Il percorso del cliente è distribuito su più dispositivi e anche il nostro marketing dovrebbe esserlo», sottolinea Magazzù. «Il vantaggio? Più impression, più clic e, di conseguenza diretta, più vendite.»

Cos'è la messaggistica in-app?

Cos'è il mobile app marketing?

Cos'è una notifica push su dispositivi mobili?